Il valore del mercato eCommerce italiano ha raggiunto nel 2015 i 16,6 miliardi di euro, con un incremento in valore assoluto pari a oltre 2,2 miliardi di euro – più 16% – rispetto al 2014.  Fra gli italiani fruitori del web il 12% ha l’obiettivo esclusivo di acquisire informazioni sul prodotto, mentre il restante 88% anche quello di fare acquisti, dato inferiore alla media UE (95%), trainata da Francia (96%), Spagna (96%) e Gran Bretagna (99%) (Nielsen, 2016).

Per le aziende quindi il canale di vendita online diventa sempre più allettante, ma “affacciandosi allo schermo” è necessario decidere se vendere investendo su un proprio eCommerce oppure affidarsi alle vetrine sui marketplace (eBay, Amazon, Booking, Zalando per citarne alcuni tra i più famosi) accanto a molti altri venditori.

eCommerce: vantaggi e criticità

L’e-commerce è uno store virtuale indipendente con un numero di prodotti (e di fornitori nel caso facessimo da rivenditori) limitato e in genere settoriale.

  • Il primo vantaggio sta nel fatto che essendo un vostro sito, integrato nel vostro website o meno, potrete realizzarlo come meglio preferite, studiandone un visual coerente con il vostro brand e rendendolo esso stesso uno strumento di marketing.
  • Se si ha anche un negozio offline, il sito diventa un valore aggiunto perché permette ai clienti di accedere ai prodotti e di averne la reperibilità 24 ore su 24.
  • Essendo uno “spazio” gestito direttamente dall’azienda il management ha pieno controllo delle vendite:  questo eCommerce richiederà però un notevole impegno da parte di un team che dovrà seguire direttamente le transazioni, il marketing, la pubblicità ed anche i rifornimenti di magazzino, qualora ve ne sia la necessità (non naturalmente se si tratta di servizi).

Punti critici:

  • L’ eCommerce non si vende da solo: sarà necessario predisporre un’efficace pianificazione di marketing per costruire la web reputation del brand che state vendendo. Anzi facendo un passo indietro è fondamentale che i potenziali acquirenti della rete trovino lo store. Come? Lavorando sulla SEO e sull’inbound marketing, curando in maniera perfetta sito e blog per portare sempre più visitatori a scoprire il vostro negozio.
  • L’eCommerce deve essere semplice e piacevole da visitare per l’utente se non si vuole che al primo intoppo abbandoni il carrello. Sarà quindi fondamentale che l’interfaccia sia user friendly e consenta una navigazione agile.
  • Un buon sito eCommerce ha anche la necessità di un customer care che supporti il cliente durante le fasi dell’acquisto, seguendolo in tempo reale, informandolo ed essendo pronto a gestire eventuali resi, nonchè periodicamente aggiornare la piattaforma. Siete strutturati per questo?
  • La gestione logistica delle spedizioni a carico esclusivo dell’azienda.

Marketplace: pro e contro

A differenza del sito eCommerce indipendente il marketplace si può definire come un centro commerciale virtuale che vende prodotti o servizi appartenenti a categorie merceologiche differenti.

  • Uno dei principali vantaggi di questa soluzione è senza dubbio legato alla fiducia riposta nel portale: l’acquirente si sente più sicuro ad acquistare su un marketplace (es. Amazon) perché lo considera anche più autorevole; un aspetto fondamentale per vendere online è proprio far sentire il cliente tutelato sotto diversi aspetti come la protezione dei dati, la sicurezza delle transazioni, il servizio clienti, il servizio di spedizione e tracciatura degli ordini ecc…
  • Il marketplace, inoltre, consente di aprire il negozio online senza necessariamente avere un sito web (anche se oggi non è pensabile non avere un sito web, seppur semplice) e quindi risparmiare su budget e risorse da destinare alla SEO e alle campagne Ads online.
  • Inoltre non si è soggetti a restrittivi obblighi burocratici (anche legati alla riscossione dei pagamenti) a cui bisogna ottemperare con l’apertura del proprio eCommerce.
  • Non da ultimo il volume di traffico che il marketplace gestisce sarà infinitamente superiore a quello di un eCommerce indipendente.

I contro:

  • Il marketplace rende il venditore “anonimo”: il cliente che si serve nel negozio interno al marketplace spesso non ricorda il nome del brand (se non ha ancora una brand awareness consolidata presso il target), la presenza sul portale non contribuisce quindi alla creazione di valore per il proprio brand.
  • la concorrenza è vicina: se si è vicino a marchi molto famosi è difficile far prevalere il proprio prodotto unbranded sugli altri marchi.
  • Essere su un marketplace non significa automaticamente vendere: consente al venditore di accedere ad un grande volume di traffico ma questo traffico non è profilato, cioè non tutti coloro che “passano” al centro commerciale virtuale stanno cercando il vostro prodotto.

A voi la scelta.